Cronaca – Pedofilia istituzionale

Pedofilia istituzionale

La notizia è che a Padova una bambina islamica di 9 anni viene data in sposa a un uomo di 35 che la violenta e la fa finire al pronto soccorso con un’emorragia per cui i medici la salvano per un pelo.

Il non detto è che, se da un lato c’è una cultura più o meno tribale che permette che queste cose avvengano sotto i nostri occhi, dall’altra la stessa tradizione non riconosce ai bambini limiti di età per cui poter essere coniugati o ceduti ad adulti che ne facciano tutto quanto gli passa per la testa.

D’altra parte la tradizione ricorda che Maometto all’età di 45 anni sposò Aisha, una bambina di 6 e consumò il matrimonio quando ne aveva 9, quindi quale migliore e più santo esempio del Profeta?

Il fatto che nelle tradizioni più retrograde il concetto di Islam, cioè sottomissione, venga applicato a qualunque volontà sia nelle condizioni di sopraffarne un’altra, è cosa estranea alla nostra cultura e al nostro modo di sentire, però sembra che per contrastare il fenomeno non ci sia alcun modo di intervenire in forma preventiva: bisogna aspettare che la violenza si compia per fermare il pedofilo.

Semplicemente, come per altri comportamenti facenti parte della maniera peggiore di intendere una religione, la pedofilia è da sempre istituzionalizzata nell’Islam e noi continuiamo a far finta di non saperlo.

Al punto che non siamo in grado di far firmare al momento dell’ingresso in Italia, tanto voluto e caldeggiato dai sinistri boldriniani, un documento che riassume i principi fondanti del nostro paese e dell’Europa in generale, ammesso che qualcuno nel resto d’ Europa ci arrivi e non resti da noi vita natural durante, in modo da chiarire da subito che le concessioni a determinati comportamenti, magari ammessi senza problemi in Congo, Sudan o altri socialmente evoluti paesi di provenienza, qui comportano l’immediata carcerazione ed espulsione lampo.

Perché, mi chiedo io? Abbiamo forse paura di imporre i nostri valori, magari non quelli democratici che ci vengono rivoltati contro in 40 secondi netti dal momento dell’arrivo del profugo su una nave delle ONG, ma almeno quelli che mantengono una parvenza di civiltà in un paese nel quale ormai, sotto la definizione che tutto è relativo, è rimasto ben poco da difendere?

Qualcuno degli strenui difensori delle tradizioni e leggi altrui a scapito delle nostre, ha mai provato ad andare in un paese straniero a dire “da noi si fa così e io pretendo di farlo anche qui da voi, perché è la mia cultura?” O magari “faccio di mestiere l’enologo e voglio produrre vino e distillati da vendere in Sudan, lasciando andare in giro le mie figlie a capo scoperto e in minigonna, a fare sesso per scelta e non per imposizione con chi gli pare, ed esigo il rispetto nei loro confronti perché se in Europa c’è la libertà sessuale ce la dovete riconoscere e difendere anche in Sudan?”

Non credo di sbagliare di molto immaginando una immediata pubblica esecuzione per qualunque soggetto e relative figlie possano assumere questo genere di comportamento.

Però noi non possiamo, neanche tramite interprete, far sapere agli eleganti signori che scendono dai barconi, non provenienti da teatri di guerra ma alla ricerca di un reddito, per bussare con insistenza alla porta della Boldrini, che non solo la pensiamo diversamente da loro su quasi ogni cosa, ma che da noi della loro esigenza di mantenere le tradizioni e culture da cui provengono, non ce ne frega nulla.

Ma se contravvengono alle le nostre leggi vengono immediatamente sanzionati, esattamente come accadrebbe nei loro paesi, con la sola differenza che da noi non si tratterebbe di pubblica esecuzione ma di immediata espulsione.

E invece, di fatto, ci ritroviamo ad essere complici per omesso avvertimento di comportamenti abbietti e disumani quali la pedofilia travestita da matrimonio, quindi traffico di minori non consenzienti, sotto il paravento laido del rispetto della tradizione tribale, africana, islamica o tutte e tre.

Ma la Boldrini lo sa che è sponsor di tutto questo? Lei che per i diritti delle donne afferma di aver sempre combattuto, lo sa che non mettendo in chiaro da subito, magari perfino prima che si imbarchino (che non sarebbe una  cattiva idea), che qui da noi alcune cosucce come la pedofilia, i matrimoni con bambini, l’infibulazione e tutta la serie di medievalità di cui sono portatori la maggioranza degli immigrati, sono vietate per legge?

Se lo sa, allora è complice, se non lo sa, cosa diavolo è stata a fare in Africa per 20 anni?

E soprattutto, potrebbe tornarci il più rapidamente possibile?

Buona giornata

L’impertinente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *