Cronaca – Cairo pigliatutto

Cairo proprietario di La7 e Gabanelli in arrivo 

Probabilmente se anche il Torino Calcio desse le soddisfazioni che gli sta dando La7, Urbano Cairo potrebbe evitare di vendere ad ogni stagione la maggioranza delle perle del vivaio granata.

Dopo la notizia che il contratto di Milena Gabanelli è sulla sua scrivania, pronto per essere firmato, sarà il caso di rivedere il concetto di “servizio pubblico” riferito alla TV di stato.

TV di stato che, oltre ad essere quel carrozzone maleodorante di connivenze, lottizzazioni, influenze di parte e di partiti con le relative censure ed epurazioni varie, si prende anche il canone dalle bollette elettriche, fornendo il peggior servizio di informazione del panorama mediatico nazionale.

La lista di quelli che hanno abbandonato il circo di viale Mazzini è ormai così lunga che si fa più in fretta a dire che è rimasto. Il problema è che spesso non li conosce nessuno.

Mentre i Floris, Bianchi, Giletti, Mentana e magari la Gabanelli in dirittura d’arrivo, insieme ai già presenti Merlino, Telese, Parenzo, Paragone, Formigli, Minoli e Gruber sono sintomi evidenti di una situazione a due facce: la 7 mette in condizioni, evidentemente, di lavorare e produrre senza intromissioni esterne, dove interessano solo il risultato e gli ascolti.

La Rai, evidentemente, ha così tanti referenti di così tante parrocchie a cui rendere conto che, a partire dalle nomine dei direttori di rete per finire con l’assunzione delle donne delle pulizie, tutto è contro tutti e la gestione serena impossibile, la possibilità di produrre informazione senza dar fastidio a qualcuno anche, e l’unica soluzione che professionisti di anzianità ed esperienza si ritrovano in mano è andare via.

Tra i nomi sulla “rampa di lancio” pare ci sia Alberto Angela che sta trattando con Discovery Channel e Nicola Savino che ha già mollato in favore di Mediaset.

Il fatto è che, nonostante il canone sottratto con la bolletta elettrica, non sembra ci sia modo di limitare i danni. Stante il fatto che l’editore più costoso si è dimostrato anche quello di peggiore qualità, non si riesce a immaginare quale genere di produzioni realizzerebbe una rete come La7 con a disposizione il budget della Rai.

Sintomatico il fatto che l’emittente di stato, con tre reti principali, stia imbarcando acqua da tutte e tre, cosa che la dice lunga sulla natura dei problemi che tutta Italia sta pagando.

Un augurio che la crescita improvvisa della 7 non si trasformi in un qualche mostro televisivo di scadente guardabilità: ne abbiamo già uno che non possiamo fare a meno di pagare, per cui risparmiateci altri scherzi di dubbio gusto, sennò a tutta sta gente tocca andare a lavorare sulla luna, dove mi si dice che l’audience sia un po’ scarsa e il segnale del digitale lunare arriva un bel po’ in ritardo.

Però magari, basandosi sui ritardi altrui, la Rai arriverebbe in tempo per dire qualcosa di non scontato, cosa che oggi…

Buona giornata

L’impertinente

 

 

 

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