Cronaca – Il turismo delle toilettes

Xi Jinping e la ristrutturazione delle toilettes

Con pragmatismo tipicamente cinese il premier Xi Jinping e il suo governo decidono che il benchmark della soddisfazione dei turisti in visita in Cina è lo stato dei cessi.

Sembra che per chi visitava il paese fino a pochi anni fa, tolti gli hotel a 5 stelle, lo stato di pulizia delle toilettes fosse uno dei punti critici più rimarcati dagli occidentali, che nella scarsa igiene per non dire peggio, dei bagni, individuavano una delle maggiori  fonti di insoddisfazioni.

E’ vero che andare in un bagno sporco dà un fastidio terribile, quando poi al bagno sporco si associa l’immagine di ciò che può capitare in cucina con le persone che gestiscono (o non gestiscono) lo stesso bagno, allora le preoccupazioni si traducono in “posti bellissimi ma non ci andare se non ti puoi permettere un 5 stelle”, con il che scoraggiando di fatto il 95% dei possibili turisti.

Sembra che, conti alla mano, il governo di Xi sia arrivato a quantificare il possibile fatturato del patrimonio turistico cinese in 610 mld di dollari l’anno, somma su cui vale la pena riflettere e individuare motivi per incrementarla.

L’anello debole sono, da sempre, le toilettes. Ed ecco che con piglio tipicamente cinese, lo stato impone di rifare i cessi a mezzo paese, e i cessi di mezza Cina sono veramente tanti.

Una faraonica opera di ristrutturazione bagni viene sviluppata con cifre che, dette in occidente sembrano più una campagna militare che una miglioria edilizia.

Testualmente “Alla fine di ottobre 2015, secondo l’agenzia Nuova Cina, oltre 68.000 strutture dedicate erano state rifatte o costruite ex novo, il 20% in più del target originario, con un esborso stimato in oltre un miliardo di yuan (150 milioni di dollari) da parte del governo centrale e in oltre 20 miliardi di yuan (3 miliardi di dollari) dalle amministrazioni locali.”

Non paghi, istituiscono il “World Toilet Day” del 19 novembre, dove la National Tourism Administration cinese s’è impegnata a costruire 47.000 toilette e a rimodernarne 17.000 nel prossimo biennio.

La speranza di vedere prima o poi i cinesi eliminare alcune barbare usanze tipo il festival della carne di cane, con migliaia di animali uccisi a bastonate ogni anno, o il consumo alimentare di altri animali da compagnia, forse è un po’ più vicina.

Per il momento, se siete da quelle parti e vi trovate con un problema di tipo espulsivo,  sappiate che avete sempre più probabilità di beccare un cesso approvato da Pechino, pulito ed efficiente come la maggioranza di quelli italiani ancora non sono.

Sull’onda dell’esempio cinese, quando nella sinistra nostrana si mandano reciprocamente a visitare il WC, possiamo aspettarci che alle prossime elezioni salti fuori una dichiarazione di Renzi che potrebbe essere: “se il PD vi produce stimoli al basso ventre, noi vi faremo costruire i cessi rossi così nel momento del bisogno saprete sempre che stiamo pensando a voi”.

Non so se funzionerà come slogan elettorale, ma sicuramente so che è in grado di abbattere le vendite di Guttalax per almeno sei mesi.

Buona giornata

L’impertinente

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