Politica – Il coniglio del pauperismo

Il coniglio del pauperismo

La vita di Silvio sembra un trattato di marketing. Come nella pubblicità della Lavazza i cherubini di Crozza pronunciano “Yessa”, la parola senza senso destinata ad imprimersi nella memoria degli ascoltatori che si chiedono in coro “cos’hanno detto?”, così il Silvio recuperando un vocabolo desueto dai reconditi recessi di una memoria scolastica ormai quasi ammuffita quanto certe sue barzellette, estrae dal cilindro il coniglio del “pauperismo” e lo sventola in ogni intervista da un mese a questa parte, ottenendo lo stesso risultato:  “ paupe cosa?”

Pur ammettendo che gli elettori di Forza Italia siano tutti degli acculturati estimatori del linguaggio aulico, il Berlu riesce ancora a colpire la fantasia delle folle con trovate da prestigiatore che, sulla pelle del Salvini di turno, gli fanno guadagnare consensi anche sottraendoli agli alleati, semplicemente sciorinando ripetutamente l’accusa di “pauperisti” nei confronti degli sprovveduti penta stellati.

Il bello è che l’accezione in cui viene espressa l’accusa di “pauperisti” nei confronti di Di Maio &C è una palese forzatura del significato stesso del termine, ma se lo dice Silvio è giusto, non so che diavolo vuol dire ma lo dice lui e tanto basta.

Nella interpretazione economica il pauperismo o depauperamento è la diffusione tra larghi strati di una popolazione di un disagio economico fino alla povertà di interi paesi o categorie di cittadini.

Cioè secondo il Silvio, l’avversione dei 5 stelle ad accettare denaro di provenienza illecita e compromessi di tipo corruttivo ne fanno una esplicita minaccia alla ripresa del paese, di cui dice che “mille volte più pericolosi della sinistra, che per fortuna si è tolta dai piedi da sola, sono i 5 stelle pauperisti e giustizialisti”.

Come dire “attenzione che con quelli lì c’è il rischio che non solo vi impongano di giocare un po’ più pulito di adesso, me se vi beccano a giocare “alla Silvio”, vogliono perfino sbattervi in galera. Tutto ciò è una minaccia mortale da combattere con ogni mezzo.”

E’ pur vero che, in omaggio a 2000 anni di storia, “pecunia non olet” per cui una volta che sono soldi non c’è più modo di stabilire se vengono dalla vendita delle angurie o dal traffico di organi e il Berlu, con il pragmatismo di un branco di piranha a digiuno da 6 mesi, preferisce evidentemente non depauperare sprecando qualunque denaro gli si pari davanti: tutto potrà ammettere tranne coloro che odiano il denaro di provenienza illecita e pretendono di diffondere tale perniciosa posizione attraverso un movimento antagonista al suo partito.

Ma dato che per evitare di rafforzare ed arricchire coloro che gestiscono il traffico di organi, di droga, di persone, di documenti falsi, di mazzette, di truffe, di estorsioni, insomma di tutto ciò che fa la seconda economia di cui và fiero il nostro paese, ormai ci sono i sistemi di tracciamento e le tecnologie, è molto meglio fare sì che il progetto di riforma morale dello stato vada a farsi fottere insieme ai grillini.

Per ottenere tutto ciò il vecchio specialista in turlupinamento di folle sventola la paura del pauperismo come la bandiera dei pirati, ben consapevole che la folla dei seguaci vedrà solo “i 5 stelle odiano i ricchi” e dato che anche i non ricchi sperano sempre di arricchirsi, allora è meglio togliersi delle palle i 5 stelle per la serie “non si sa mai”.

Però, caro Silvio, un rischio c’è comunque: l’Istat ha appena finito di dire che in Italia ci sono oltre 18 mln di persone a rischio povertà e sarei curioso di sapere quanti di questi sono ancora disposti a credere  al mito del “tutti ricchi” portato avanti da Forza Italia che verrà a scontrarsi con quello del “tutti a casa” riferito ai politici e sostenuto dal M5S.

Perché i 18 milioni di persone che non riescono più a mettere insieme il pranzo con la cena, caro Silvio, li avete fatti voi e la sinistra negli ultimi 30 anni.

E dato come avete ridotto il paese non riesco a immaginare nessuno più pauperista di voi, che avete trasformato una delle maggiori economie del mondo in un posto dove il 30% della popolazione è a rischio povertà.

Allora, prima di accusare di pauperismo gente che al governo non c’è mai stata, alla parola “pauperista” provate ad alzare la mano voi che il depauperamento lo avete gestito e su cui avete magari fatto i soldini.

E contatevi, se ci riuscite.

Buona giornata

L’impertinente

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *