Quotidianità – Referente sociale per immigrati

Referente sociale per immigrati

Nella polemica che contrappone immigrazionisti e anti immigrazione, si sta probabilmente trascurando una possibilità che verrebbe a colmare buona parte delle difficoltà di armonizzare le due posizioni

Verifichiamo un attimo: la posizione degli immigrazionisti è fondamentalmente quella per cui bisogna lasciare entrare in Italia, pur sapendo di doverseli tenere perché nel resto d’Europa nessuno li vuole, tutti quelli che arrivano, con la gioiosa consapevolezza che aumentare il numero di disperati alla ricerca di una collocazione non sia un problema, secondo la logica da musical di “aggiungi un posto a tavola”.

Ma dato che anche le tavole di maggiori dimensioni hanno, loro malgrado un limite oggettivo, quando i posti da aggiungere sono centinaia di migliaia, in un paese dove l’Istat ha individuato 18 mln di persone a rischio povertà, ecco che le ragioni degli anti immigrazionisti assumono valenza pregnante: cosa ce ne facciamo di gente che oltre ai problemi comuni ai disoccupati nostrani assomma la mancanza della lingua, della preparazione, dell’esperienza sul posto, delle consuetudini e magari della legalità, perché provenienti da paesi dove religioni e poteri diversi non hanno formato un comportamento sia pur minimamente spendibile presso di noi?

Ed ecco la genialata: modificare la figura del tutore, già attiva in alcune forme, in “referente sociale per immigrati”.

Si potrebbero realizzare delle liste a cui si possano iscrivere gli immigrazionisti dando la propria disponibilità per formare gli immigrati, assumendone nel contempo la tutela e la responsabilità civile e penale in quanto gestori della formazione e della italianizzazione di ogni singolo soggetto.

Di fatto facendo nascere la figura del referente sociale volontario che, in piena coerenza con le manifestate, sostenute, a volte gridate posizioni a favore della parità di opportunità tra italiani di origine e italiani di importazione, potrebbe portare l’immigrato ad essere una risorsa effettiva e non un peso come attualmente è, senza peraltro possibilità alcuna di emanciparsi.

Così, al momento di presentarsi al paese ogni immigrato sarà in grado di parlare correttamente italiano, di rispettare le donne, di avere una preparazione spendibile nel mondo del lavoro e una sufficiente conoscenza della realtà che lo circonda da potercisi introdurre senza traumi per lui e per chi si troverà a doverci interagire.

Ovviamente il referente, in quanto guidato dalle ragioni etiche che fino ad oggi lo hanno spinto a manifestare il proprio favore alla ricezione di migranti, non percepirà alcun compenso per il ruolo svolto ma sarà democraticamente legittimato a dare forma attiva alle proprie posizioni ideologiche, senza imporre al resto della società la valanga di individui senza arte nè parte che, nella migliore delle ipotesi, attualmente diventano i pusher che Brumotti, per conto di Striscia, va in giro per l’Italia a stanare una sera sì e l’altra pure.

Voglio proprio vedere quanti saranno quelli che passeranno dalle parole ai fatti, perché istituendo la figura del referente volontario vengono meno tutte le altre motivazioni di impedimento, tranne quello pratico per cui a fronte di 6 milioni di disoccupati italiani se ne aggiungerebbero troppi altri di importazione, di cui però il referente potrebbe rispondere fino a collocazione lavorativa del soggetto affidatogli.

Quando poi detto referente risultasse abitare un luogo in grado di ospitare uno o più immigrati, si potrebbe dire di aver rispettato in pieno la volontà popolare: chi vuole i migranti li potrà avere e ne risponderà fino al termine del percorso di integrazione e collocazione, chi non li vuole non li avrà fino a quando non saranno italianizzati a sufficienza e convenientemente occupati, come società civile richiede e senza pesare sul bilancio di un contesto diviso tra favorevoli e contrari.

A meno che tra gli immigrazionisti si scopra che passare dalle parole ai fatti e diventare referente volontario sia un po’ meno conveniente che andare a strillare in corteo.

Secondo voi le liste dei candidati volontari raggiungeranno rapidamente numeri pari alla intenzioni dichiarate fino ad oggi?

Buona giornata

L’impertinente

 

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