Cronaca – I bambini? Che muoiano!

Rifiuti tossici vicino alle scuole

Testualmente “non m’importa dei bambini, che muoiano”. Questa la frase intercettata dai Carabinieri a carico di uno smaltitore abusivo di rifiuti tossici nelle immediate prossimità di una scuola, dalle parti di Livorno, all’evidente obiezione di qualcuno all’altro capo della cornetta che faceva notare la pericolosa vicinanza.

Frase che in sé racchiude una mole impressionante di elementi negativi: prima tra tutti la perdita di ogni genere di valore morale nella coscienza di chi l’ha detta, seconda la natura impunita e senza vergogna di non limitarsi a pensarla ma di riferirla, magari sotto la motivazione che si trattava di un macabro scherzo, terza la manifestazione di un’avidità individuale senza limiti, di quelle che nell’immaginario collettivo fanno dire “per 50 cent sarebbe capace di sterminare con il fuoco un asilo nido”.

Il fatto è che chi si lancia in una affermazione del genere sarebbe capace di farlo veramente, perché la sola ipotesi della morte dei bambini per convenienza propria si lascia alle spalle lo scherzo per essere, autonomamente, pura e semplice atrocità.

Ma al di là della personalità specifica, sicuramente disturbata, della persona che l’ha proferita, detta frase è purtroppo un segno evidente di un crollo di valori e di un’assenza di principi che spiegano in maniera limpidissima il motivo per cui non passa giorno senza che, in questo disgraziato paese, venga a galla una nuova truffa, furto, appropriazione indebita, reato contro la buonafede oltre che contro ogni buon senso comune, dove preoccuparsi della collettività è rimasto prerogativa di pochi idioti.

Avere la spudorata disinvoltura di scherzare con una frase del genere vuol dire essere talmente certi della condivisione di posizioni di chi se la sente riferire che di fatto non riveste, per l’interlocutore, alcuna valenza negativa, trattandosi solo di umorismo cinico.

E’ come sapere per certo che, da parte dell’interlocutore, sarà come ricevere un “placet” per qualcosa in grado di eliminare ogni colpa in quanto frutto delle stesso modo di pensare.

E frutto dello stesso modo di guadagnare denaro, della stessa logica usata dalla camorra nella terra dei fuochi, dove il fatto di far bere ai propri figli acqua contaminata e farli vivere in ambienti ormai intrisi dei peggiori veleni, non frega niente a nessuno.

Ecco, nel vuoto d’animo di queste persone sarebbe utile iniziare a introdurre un po’ di sano timore delle conseguenze.

Non potendo sviluppare d’ufficio la sensibilità e l’empatia per gli altri, quand’anche non più bambini, sarebbe necessario che venisse affrontato un percorso di trattamenti con il quale ricordare che il denaro è un sistema di scambio, non è commestibile, non garantisce contro la vecchiaia, contro la morte, e magari contro la maniera in cui queste fasi della vita possono essere vissute, cosa sulla quale forse sarebbe il caso di meditare.

Invece, nella proliferante molteplicità di fenomeni simili, la domanda più ricorrente tra coloro dotati della stessa assenza di principi è “com’è che si sono fatti beccare?”

Non “ma veramente sono stati così privi di scrupoli da scegliere di avvelenare dei bambini?” che presupporrebbe l’orrore per il gesto in sé, ma la ricerca del come si sia potuto incorrere nelle maglie della legge per un reato che, insomma, più che ammazzare bambini non avrebbe fatto, almeno nell’immediato.

E si capisce anche che, per reazione, ci sia chi si augura a carico dei delinquenti in grado di commettere tali reati e parlarne con la disinvoltura della chiacchiera da aperitivo, di incorrere prima o poi in una legge che li metta nell’impossibilità di nuocere per sempre.

Perché certa mancanza di umanità non si cambia con la galera, ma con una bella lobotomia della durata di un giorno di degenza e il resto della vita ad affogare nella nebbia di un nulla innocuo e nebbioso al servizio della comunità quali spazzini, lavacessi, o qualunque altro mestiere che riporti a zero le ambizioni senza scrupoli di chi umano non è più, alla faccia di chi  sostiene che una pena non rieducativa abbia alcuna utilità.

Ma siamo sicuri che ci sia una qualsiasi umanità da recuperare in queste persone? O meglio, si tratta ancora di persone o sono gli scarti tossici della società?

Buona giornata

L’impertinente

 

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