Politica – Leggi per garantire i delinquenti

L’impunito di Arcore e il Salvini furioso

Nel caso qualcuno non se ne fosse accorto, l’ennesima grana scoppiata tra Salvini e Berlusconi riguarda l’altrettanto ennesima iniziativa volta a favorire la delinquenza da parte di Forza Italia, a questo punto veramente ribattezzabile Forza Impuniti.

Curiosa la polemica in relazione alla cancellazione del rito abbreviato previsto dalla legge Molteni, a presentazione leghista, con la posizione dei forzisti che vorrebbero mantenere, per i delinquenti violenti e i delitti gravissimi, lo sconto di pena per rimettere in circolazione quanto prima tali edificanti esempi di socialità e coscienza civica.

Come dire, pur di processarti rapidamente facciamo scambio tra la tua  ammissione di colpa e un terzo della pena: tu ti dichiari colpevole e noi da 30 anni di galera te ne diamo venti, da 15 a 10 e così via.

A questo si aggiunga che, generalmente, tra la buona condotta e i permessi vari previsti dal sistema attuale la pena comminata in via definitiva si riduce generalmente alla metà, per cui l’assassino volontario che si sarebbe beccato 30 anni, in galera non ne passa più di 10, e scusate se è poco.

Cioè, invece di riformare la giustizia e accelerare i processi in modo che si possa gestire la massa dei sospesi è più conveniente patteggiare con assassini, stupratori ed altri pericolosi e violenti individui perché tanto a venirne a capo dal punto di vista parlamentare non ci riesce nessuno.

Ora, che il Berlu non abbia simpatia per i magistrati è fatto noto, che le volte in cui gli hanno dato torto siano una miriade, anche, ma che si possa scegliere di liberare il prima possibile determinati personaggi, questo sfugge a qualsiasi buonsenso e ha ragione Salvini che ogni giorno di più si starà chiedendo “come diavolo si fa ad avere un alleato che se a suo tempo aveva depenalizzato il falso in bilancio, oggi sta facendo il possibile per ridurre le pene ai reati violenti”.

Secondo il Silvio sarebbe il caso di gestire il problema delle carceri semplicemente abolendole, tanto per la sua sicurezza continuerà a spendere qualche milioncino l’anno, per quella degli altri si misurerà il tasso di sfiga nell’incontrare o meno il violento di turno, et voilà risolti tutti i problemi.

Ci aspettiamo che, mentre i “capricci di Salvini” verranno riportati in quella che, necessariamente, è la coalizione unica e imprescindibile per andare al governo, lo spirito creativo del Berlu partorisca altre perle di libero pensiero in grado di far crollare la fiducia nello schieramento di centrodestra, con ancora il tempo di seguire l’esempio della sinistra nel preparare una bella marmellata di rissosi compagni di avventura, che di fatto non governeranno mai, per la felicità di Di Maio e del M5S.

Sintomatico il fatto che il pregiudicato di Arcore abbia ipotizzato, nel caso non si riesca a governare, la prosecuzione del governo Gentiloni, dal quale sorprese non ne dovrebbero arrivare, pur di non rischiare i 5 Stelle che sicuramente applicherebbero, anzi aggraverebbero rispetto all’attuale le condizioni per cui si possa arrestare qualcuno.

E se da Arcore potrebbe diventare difficile spiegarlo a Palermo, da Brescia spiegare a tutti quegli italiani ancora speranzosi che ci si è dovuti piegare agli interessi di Palermo, diventerebbe impossibile.

In tutto questo, aumentano i consensi per i 5 stelle e Di Maio farà meglio ad incontrare Salvini in qualche località Svizzera, lontano dai clamori e dalle telecamere italiche, con il quale iniziare a parlare di collaborazione e punti di contatto, prima che gli sfaldamenti di destra aumentino in maniera disastrosa i non votanti.

Perché non dimentichiamo che, se Silvio avrà consapevolezza di non riuscire a governare, potrebbe volontariamente litigare con Salvini e far fallire la coalizione di centrodestra per lasciare le cose come stanno, tanto la maggioranza assoluta i 5 stelle non l’avranno mai e Gentilenzi è una garanzia di immobilità.

Lo status quo verrebbe mantenuto di fatto da Silvio e Gentilenzi che di fatto continuerebbero a governare senza il PD, senza la maggioranza e senza aver vinto le elezioni. Hai detto niente.

Ma potrebbe essere che anche i delusi dalla destra, ormai vicina alla litigiosità della sinistra, possano scegliere il voto verso cui stanno per essere indirizzati tutti quelli che vorrebbero mandare a casa il già condannato che sta continuando a far politica alla faccia di Strasburgo.

Quindi se i delusi vorranno non condannare a priori il M5S e votare la formazione “pauperista e giustizialista” che finirà per essere l’unica con una credibilità da spendere, almeno si ricordino della saggezza con cui Fabrizio De Andrè cantava che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”.

Buona giornata

L’impertinente

 

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