Politica – Palle di Natale

Trump – 100 giorni di golf.

Se non ci fosse da piangere potrebbe essere lo spunto per una commedia sul bugiardo patologico più istituzionalizzato del pianeta.

E’ vero che noi italiani in quanto a palle snocciolate dai politici non dobbiamo invidiare nessuno, a partire dalla Boschi per finire al Berlu, passando per Renzi e tutto il rimanente arco costituzionale, però la disinvoltura del Presidente Trump supera ogni buonsenso e finisce nei copioni destinati alla commedia brillante.

Il giorno di Natale il geniale Presidente Usa non ha fatto in tempo a dichiarare alla stampa che “domani riprenderò a lavorare per un’America più forte”, con ciò significando che il Presidente non smette mai di lavorare per il suo paese, che aveva già imbarcato la sacca da golf  con la specifica intenzione di andare a prendere a schiaffi la pallina in quel di Mar-a-Lago in Florida, dove è stato regolarmente sgamato dalle telecamere della Cnn, odiato nemico mediatico che al patologico sparabufale non ne perdona una.

Ma al di là delle prodezze natalizie del nostro è interessante notare la sorprendente statistica fatta sul primo anno di mandato del Presidente Trump.

Nonostante riesca, con la notevole faccia di bronzo a cui ci hanno ormai abituati altrettanti personaggi nostrani dediti alla politica, a proclamarsi fautore della ripresa economica che stanno vivendo gli Usa, nei fatti del tutto indipendente da Trump se non per la approvazione i cui effetti ancora non ha visto nessuno della importante riduzione fiscale passata al congresso, il buon Donald risulta abbia passato a giocare a golf oltre 100 dei giorni trascorsi da Presidente nel primo anno di mandato, cosa di difficile realizzazione perfino per un “imboscato di ferro” della pubblica amministrazione italiana, ma evidentemente fattibilissima per un Commander in Chief sostenuto da un nugolo di narcotizzati e plaudenti elettori.

Eppure, nonostante la sfilza ormai mitica di palle rifilate a tutto e tutti, il numero imbarazzante di figure pessime (di cui Emilio Fede è e rimarrà fedele rimarcatore per tutti i secoli dei secoli) e la serie di “niet” avuti dal suo stesso partito nonché dal congresso su una moltitudine di progetti di legge a dir poco “sopra le righe”, il consenso popolare attorno alla sua figura non cala in misura tale da consentirne la messa in “impeachment” nemmeno dopo gli ormai assodati rapporti con esponenti russi di altrettanti personaggi del suo staff, che su suo incarico hanno condizionato la campagna elettorale.

Il che porta a una drammatica quanto realistica riflessione: per essere un politico di successo non bisogna dire niente altro di ciò che la gente vuole sentirsi dire, indipendentemente dalla fattibilità o meno delle sparate che si fanno.

Tanto ci sarà sempre qualcuno disposto a credere che Babbo Natale si è ricordato di lui e gli ha portato in dono un leader modello “genio della lampada” disposto a realizzare ogni suo desiderio, a partire da quello di diventare ricchi senza lavorare per finire di poter emulare il promettente bugiardo nelle frequentazioni femminili o nella totale impunità sia civile che penale.

E su questa riflessione sulle palle di Natale sarà meglio che rivedano la campagna elettorale un po’ di balordi candidati nostrani: il principe delle palle, di Natale e non, ce l’abbiamo noi e sappiamo tutti che Donald è uno sbiadito imitatore di quel magnifico talento catalizzatore di consensi a suon di bufale che sta per avviarsi a vincere le elezioni essendo riuscito a rifilare palle a sufficienza persino ai propri alleati, futuri valletti a decorazione del successo dell’ottuagenario plastificato.

Che quello di Milano e quello di New York smettano di rifilare promesse inverosimili è speranza vana, però tentare di fargli promettere qualcosa di realizzabile e magari anche utile si può provare.

Intanto eliminiamo il ponte sullo stretto per l’uno e l’America bianca e western per l’altro, poi vediamo se in mezzo a tante sparate si riesce a fargli promettere qualcosa che non sia lo sbarco su Marte nel 2019 perché sono stai trovati i residence di lusso gratuiti per tutti coloro che condividono le loro posizioni.

Perché le loro posizioni derivano dai loro portafogli e, a meno che voi facciate parte di quelli che detti portafogli già possiedono, a voi rimarrà da condividere solo le posizioni, più o meno sostenibili.

I portafogli no, of course.

Buona giornata

L’impertinente

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