Cronaca – Alla faccia di Steve Jobs

I fratelli Barbato e il marchio Steve Jobs

Dopo la sequela di misure di sicurezza che la Apple prevede da sempre per tutelare i propri segreti industriali, la riservatezza che avvolge ogni prodotto o progetto prima dell’uscita sul mercato, le misure drastiche adottate nei confronti di ex dipendenti che sono diventati tali per aver fatto trapelare involontariamente un dettaglio su qualche novità in arrivo, finalmente qualcuno di inaspettato è riuscito a prendere per i fondelli i più paranoici dei paranoici con una operazione assolutamente legale.

E per giunta il qualcuno è italiano.

Nella muraglia di pensieri difensivi che da sempre condizionano l’attività del colosso americano, nessuno ha mai pensato di difendere il nome di Steve Jobs registrandolo come marchio.

Nessuno dalle parti di Cupertino, ma qualcuno dalle parti di Napoli si è accertato che il nome della buonanima non fosse registrato tra i marchi internazionali e ha colmato la lacuna a proprio vantaggio registrando sia il nome che una bellissima J stilizzata con tanto di risega simile al morso nella mela Apple e relativa foglia.

Il colpo di genio è opera dei fratelli Barbato, appunto napoletani che, venendo dal settore del fashion design, hanno trovato assolutamente naturale registrare quale marchio commerciale il nome del più famoso innovatore e creativo del nostro tempo, con l’evidente intenzione di usarlo per commercializzare prodotti di vario genere ma con nulla a che fare con gli stralunati ingegneri che si sono trovati davanti il peggior rischio potenziale nella storia di Apple: vedere in commercio un telefonino, magari Android, marchiato Steve Jobs.

Quando non una TV, un PC cinese, una videocamera coreana o qualche diavoleria pakistana che usa la notorietà planetaria del fondatore della Apple per fare concorrenza alla Apple.

Il tribunale, a seguito della ovvia opposizione dei fenomeni di Cupertino, ha dato ragione ai due geniali fratelli napoletani con la motivazione che la J non è una mela e che quindi la risega non poteva essere un morso ma un espediente grafico per richiamare alla memoria il vecchio Steve.

Per cui i fratelli Barbato in questo momento si trovano a tenere la mela per le palle, o magari per le foglie, dato che sono disponibili a cedere l’utilizzo del marchio a chiunque voglia commercializzare prodotti di buon livello, in omaggio appunto al noto perfezionista californiano.

Facendo i dovuti complimenti ai due intraprendenti proprietari del marchio, a questo punto si attendono con curiosità gli sviluppi sull’uso dello stesso: la Apple sarà disponibile a vedere il nome del proprio fondatore usato per farla concorrenza o no?

Se la risposta dovesse essere “no” immagino che per i due fratelli Barbato si aprirà la trattativa relativa alla cessione del marchio ad Apple stessa, se fosse “sì” inizierebbero quelle con i produttori di elettronica intenzionati ad usarlo per vendere i loro gadget.

In ogni caso sarà terminato il periodo delle spese e gli auguro personalmente di passare a quello degli incassi, il più possibile cospicui, alla faccia della squadra di paranoici difensori dei segreti di Cupertino che si sono “beccati un siluro” dal nome del loro stesso leader.

Buona giornata

L’impertinente

 

 

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