Politica – Bontà o buonismo

Buonismo

Mai come in questi tempi c’è, purtroppo, scarsità della prima in rapporto all’abbondanza del secondo.

La bontà è l’elemento valido della comparazione, mentre il buonismo è il comportamento di chi a tutti i costi vuol trovare un giustificazione a eventi di per sé negativi, quando non addirittura reati.

Per spiegarci, se la bontà è la volontà e la realizzazione di un’azione a favore di qualcuno in difficoltà, il buonismo è la volontà ipocrita di identificare forme di giustificazione assolutamente artefatte, pur di fornire un alibi a qualcosa di inammissibile.

La bontà è aiutarti a spingere la macchina in panne, il buonismo è far entrare nel paese 1000 immigrati, trovando come giustificazione il dover spingere la tua macchina, sostenendo che siamo pieni di macchine in panne da spingere (e c’è un business sugli immigrati)

Ecco, la realtà quotidiana è fatta purtroppo e prevalentemente di questi soggetti, dove di fatto quale sia il reale motivo del buonismo và cercato nella sfera, mai esplicitata a nessuno, degli interessi privati  dei buonisti, spesso in contrasto, quando non con il buonsenso, con il codice civile o penale.

Ovviamente, guarda caso, il buonismo fa sempre gioco a favore del buonista e a scapito di qualcun altro, non è mai un rapporto Win/Win

  1. Poverino non è colpa sua se è cresciuto in una famiglia difficile ed è diventato un delinquente spietato (tutti quelli cresciuti in famiglie difficili sono diventati delinquenti spietati? Non è che per caso hai talmente paura della tua ombra che piuttosto di esprimere qualcosa “contro” qualcuno, giustifichi tutto?)
  2. La nostra umanità ci impone di dare asilo ad almeno 500.000 immigrati l’anno, (peccato che mi ci vanno 10 anni per fare i voti di 5 milioni di votanti: dopo mi prendo il paese e lo spolpo fino all’osso, ma almeno così, diluiti in 10 anni si vedono di meno che non tutti insieme)
  3. Non è solo colpa di chi delinque, è questa società che ti porta a delinquere (è nato prima l’uovo o la gallina? Vedi punto 1: società = famiglia = scuola = qualunque cosa cui dare la colpa tranne che al delinquente)
  4. Ha ucciso la moglie/marito a martellate, poverino/a chissà come doveva essere esasperato/a da quella persona orribile (come cito nell’articolo “se l’ammazzo commetto reato?” prima dei martelli ci si può lasciare, divorziare, mandare a quel paese verbalmente o per scritto etc… ma chissà mai che ti trovi un martello in mano al momento sbagliato…)
  5. D’altra parte non puoi pensare che rinunciasse all’auto solo perché non aveva i soldi per l’assicurazione (poi a quell’incrocio si è scoperto che gli sarebbe servita, ma era troppo tardi, per lui e per quello finito sotto le sue ruote)
  6. Bisogna aiutare questa famiglia disagiata; apriamo una petizione da presentare al sindaco e raccogliamo un po’ di firme (questo va bene solo dopo che sei sceso dalla Mercedes e hai tirato fuori 100 € per le esigenze immediate della famiglia in questione, sennò è aria fritta)
  7. Povero animale, conciato così mi fa talmente impressione che pago io il veterinario per farlo sopprimere (e magari pagare il veterinario per vedere se si può salvare?)
Prigioniero

Ma se il buonismo si potesse perseguire, quanta gente rimarrebbe a piede libero?

O meglio, dato che il buonismo è la malattia di non voler riconoscere un reato o qualcosa di palesemente iniquo, ci sarebbe ancora qualcuno che paga per ciò che commette?

Già oggi pagano solo gli sprovveduti e mai i delinquenti, quindi se volessimo istituzionalizzare il buonismo potremmo abolire le carceri e risparmiare un bel po’ di soldini, tanto le punizioni non saranno più di moda e, come consente il codice della strada per le contravvenzioni dove non si trova il conducente, vuoi delinquere? Paga!!!

Poi ci sarebbe il trascurabile dettaglio che chi non può pagare avrebbe qualche difficoltà, ma in un clima di buonismo generalizzato, che vuoi che sia…

Non è colpa di chi l’ha fatto fuori se lui non aveva i soldi per pagarsi la vita.

Buona giornata

L’impertinente

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