Quotidianità – Come sequestrare un elettricista

Moglie al telefono

Capita a molti, quando si ha una casa indipendente o semi, di aver necessità o volontà di fare qualcosa per cui sia richiesto l’intervento dell’artigiano esterno.

Del rapporto con gli artigiani, nonostante recenti e passate disavventure, ha scelto di occuparsi Lei, consapevole che lo scoppiettante cinguettio telefonico con il quale irretisce il malcapitato, sia un’arma nel cui utilizzo bisogna essere molto esperti.

E così, dopo avere tampinato, blandito, offerto caffè e bevande fresche in estate o the e cioccolate calde in inverno, Lei riesce ad avere per alcune ore la vittima sotto le mani, con l’intenzione di fargli girare la casa sottosopra, nella vana intenzione di  cambiare qualcosa che “così com’è non mi piace più”.

Mosul

Non potendo cambiare casa due volte l’anno, la soluzione più pratica è modificare quella presente, attività nella quale Lei ha conseguito un MBA, Master in Bombardamento di Abitazioni, una nuova specialità culturale per femmine irrequiete, in quel di Mosul.

Si dice abbiano aperto un corso sotto la docenza di tal Abu Bakr Al Baghdadi, di professione autonominatosi Califfo, un insegnante pare molto dotato, i cui allievi e seguaci hanno recentemente ottenuto gli onori delle prime pagine  in pressoché tutto il mondo.

Vani generalmente i miei tentativi di farle presente che, ammesso riesca a far realizzare all’artigiano di turno tutti o quasi i propri desiderata, si vedrà presentare un conto da ricovero immediato in rianimazione con successivo balbettio scoordinato…

“… ma io non credevo … non pensavo … ma suvvia … in fondo abbiamo solo rifatto l’impianto alla ville lumière … ma le sembra il caso” e così via con altre patetiche amenità dove tenta di applicare il proprio estro creativo alla volontà di ridurre il prezzo, che peraltro Lei stessa è riuscita a far lievitare a livelli stellari, aggiungendo o modificando “in corsa” quanto preventivamente concordato.

Elettricista

Questa volta è toccato ad un elettricista, quasi un amico in realtà, che convocato per installare una lampada su un terrazzo, si è trovato coinvolto nel tourbillon di eventualità “proposte” da Lei in pieno delirio mistico creativo.

Per fortuna, già consapevole della minaccia incombente, il soggetto si è presentato dotato di tutto l’armamentario dell’elettricista in trasferta marziana, con ciò segnalando non la mancanza di aria o la bassa temperatura, quanto la possibilità, neanche tanto remota, di partire per un lavoro di mezz’ora e ritrovarsi a cablare da solo la nuova sede del parlamento galattico, cosa assolutamente normale per Lei che segue l’estro e un po’ meno per chi, alla fine della scampagnata spaziale, vorrebbe rivedere moglie e figli.

Come si diceva, le operazioni iniziano alle 8,30 del mattino, quando davanti al caffè cerimoniosamente offerto, Lei introduce un altro paio di cosucce da aggiungere al faretto iniziale, “ma tutta robetta di poco conto”.

L’elettricista prende mentalmente atto che le cose andranno come paventato, ma pazienza, business is business.

Il flusso di materiali e attrezzature dal furgone alla casa sembra eterno e lui si rende conto che avrebbe fatto meglio a portare con sé un aiutante, ma ormai che la musica suona, e la suona Lei, è meglio ballare.

Nella pausa delle 10,30 durante la reidratazione di quanto profuso nelle prime due ore, saltano fuori alcune altre cosette di cui chiede il parere ai presenti (io e la vittima) e poi regolarmente decide per quello che avrebbe comunque deciso da sola, dal che ci si rende conto che il parere richiesto corrisponde alla classica “leccata di culo” che non è indispensabile, ma se c’è è meglio, si risparmiano discussioni a posteriori “te l’ho anche chiesto prima, se non ti andava bene potevi dirlo”.

Inutile ovviamente precisare che si è tentato di “dirlo” ma la demiurga domestica in momento creativo non sarebbe stata a sentire nulla di inferiore alle trombe del giudizio, figurarsi un parere discordante.

cavi elettrici

L’elettricista è saltato sul furgone ed è corso in magazzino a recuperare altre 4 matasse di filo colorato blu, grigio, marrone e gialloverde, un po’ di scatole di derivazione, interruttori e prese in ordine sparso, perché ha capito che la cosa si fa seria e, se vuole evitare la richiesta di riscatto con tanto di fotografia del quotidiano riportante la data del giorno, sarà utile avere a disposizione altro materiale.

Peraltro quella che si poteva definire come una giornata fiacca, economicamente parlando, sta assumendo sempre più, per l’elettricista, le connotazioni della notte di Natale, per cui lo sforzo si fa anche volentieri.

Al rientro dalla pausa pranzo l’elettricista si presenta dotato di aiutante e seconda scala, “sennò  di oggi non ce la facciamo neanche morti” e portare avanti e indietro il contenuto del furgone (“come la merda nei tubi”, per richiamare l’immagine evocativa usata da taluni esegeti della signorilità linguistica) per altri giorni, non lo vuol fare nessuno.

Il pomeriggio si evolve tra offerte di bevande da parte di Lei che cerca di introdurre ulteriori interventi “da 5 minuti l’uno” ed accettazione delle bevande da parte dell’elettricista e aiutante che però si producono nella stesura di una intera sceneggiatura a scenari foschi, con la quale giustificare “perché altre cose non si possono aggiungere oggi”.

Catastrofe New York

Mentalmente mi annoto che c’è una certa fantasia e capacità di astrazione nei due, probabilmente derivate dalla disperazione, ma se riuscissero a mettere per scritto ciò che sono riusciti a rifilare a Lei, li vedrei entrambi molto bene ad Hollywood, nella realizzazione del soggetto di un film catastrofista.

Il momento in cui la giornata volge al termine è quello nel quale, materiali esclusi, il conto delle ore lavorate passa dalle 2 iniziali previste alle 8 lavorate dall’elettricista più 4 lavorate dall’aiutante, per un totale di…….. più materiale…… che fa in tutto….. + IVA.

“Più IVA?!” si scandalizza Lei, che al momento della resa dei conti scopre che, partita per comprare mezzo Kg di pane ha portato a casa tutta la panetteria.

Col che l’elettricista che, come abbiamo detto, oltre che quasi un amico, tutto è tranne che cretino, si produce in un significativo sconto legato al “tutti e subito”, sventando così il tentativo di sequestro che Lei, lo ammetta o no, stava cullando quale progetto per il weekend.

Hollywood

Io guardo con gratitudine il furgone che si allontana e dentro di mè penso: per fortuna che abbiamo comprato una casa già fatta, perché se l’avessimo mai dovuta costruire, non saremmo arrivati neanche al primo piano, prima di esaurire il budget.

Poi mi chiedo come si fa a diventare talent scout e proporre nuove figure a Hollywood: credo di avere per le mani qualcuno di interessante.

D’altra parte rientra nel mito americano che prima del successo un sacco di gente facesse i lavori più disparati; beh io vorrei portare al successo un elettricista, qualcuno conosce il telefono di James Cameron?

Buona giornata

L’impertinente

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