Politica – Corruzione mon amour

Tacito corruzione

Da qualche tempo capita di chiedersi se il gigantesco attuale numero di attività più o meno illecite praticate da molta gente, di cui veniamo regolarmente resi edotti da ogni notiziario, possa raggiungere un picco oltre il quale sarebbe auspicabile una lunga stabilizzazione se non addirittura una regressione.

C’è il serio rischio che il ferale evento si materializzi limitando sensibilmente i fatturati derivanti dall’esercizio dell’illegalità sui quali campa allegramente una imbarazzante percentuale di italiani.

ll tutto potrebbe cominciare attraverso la presa di coscienza, da parte di una minoranza di onesti perditempo sulla cui utilità ci si interroga da tempo, di alcuni fatti incontrovertibili.

Sembra inizi a circolare una breve analisi che, pur senza alcuna pretesa di  esattezza matematica, permetta di individuare il catalizzatore all’origine di tutti i fenomeni di illecito, eliminato il quale ci sarebbero altissime probabilità di ottenere un reale cambio di sistema.

Vediamo quali sono

  1. La (democratica) possibilità e volontà di eleggere, o di far pervenire a posizioni di amministratori o di governo, attraverso spesso incomprensibili architetture istituzionali, un elevato numero di soggetti il cui tratto caratteriale più evidente, certificato da innumerevoli commissioni di indagine, è una fondamentale e patologica capacità di coercizione delle volontà altrui, in favore dell’illecito.
  2. Tale capacità viene espressa prevalentemente tramite la “messa in isolamento” dell’onesto portatore di buoni propositi che, in mancanza di una ragionevole via di uscita, di fronte al bivio (A) “compromesso e sputtanato con un calcio in culo e senza un centesimo” o l’alternativa (B) “impunito e magari neanche sputtanato ma con le tasche piene” sceglie di accontentarsi di ciò che gli arriva dal dividere la torta: (B) arricchimento generalmente immediato e senza alcun riguardo per le conseguenze di breve, medio e lungo periodo, in esplicito sfregio al concetto di “bene comune”.
  3. La miracolosa capacità della (democratica) maggioranza di detti soggetti di amministrare secondo la regola mai disattesa della scelta del preventivo più “conveniente”, cioè quello che consente la maggiore distrazione di denaro dalla “finalità ufficiale” a favore della “catena di assegnazione” composta da se stessi ed altri individui pari requisiti o (B) cooptati nella catena in funzione dei servizi o delle omissioni eseguite.
  4. Direttamente derivante da detto (democratico) sistema di gestione della cosa pubblica e non solo, la condizione per cui allo scopo di mantenere in attività la gigantesca macchina dell’illecito, per compensare le risorse sottratte, vengono esercitate a tutti i livelli possibili, una devastante imposizione fiscale e una insostenibile pressione sanzionatoria tramite una burocrazia asfissiante, in grado di condurre all’illecito, in un perverso circolo vizioso, anche soggetti che in condizioni “normali” agirebbero in totale onestà, cooptandoli così nel sistema. (B)
  5. La fantastica e inconfessabile dote di mescolare i ruoli e le poltrone di amministratori pubblici e funzionari privati, con la garanzia non codificata ma reale che un sistema giudiziario garantista (democratico) possa essere manipolato da un numero altrettanto importante di individui giunti a ruoli istituzionali attraverso i medesimi sistemi, (B) di fatto in grado di ridurre a totale inapplicabilità qualunque forma di giustizia potesse intromettersi nello sviluppo dell’illecito.(“Come far arrivare a prescrizione qualunque reato disponendo di adeguati mezzi economici” Ed. Arcore 1995 – 2017 – Op.Cit.)
  6. L’importantissimo ed indispensabile (democratico) ruolo dei media e dei social nel tratteggiare profili di colpevolezza o di innocenza con il solo scopo di aumentare l’impatto emotivo della notizia, rendendo catatoniche le coscienze, legittimando tutto e il contrario di tutto, compresi i punti di vista più aberranti.
Umbero Eco

Poche perle pubblicate e tanti porci che leggono e scrivono, chattano, postano: pratica che la buonanima di Umberto Eco (foto) stigmatizzava come “aver dato la parola a legioni di imbecilli”. (memorabile la descrizione dell’imbecille nel Pendolo di Foucault)

La crescita esponenziale degli illeciti generati da questi elementi potrebbe, a breve, sfociare in una significativa inversione di tendenza, perché si sta avvicinando a grandi passi il momento in cui i praticanti l’illecito e l’impunito (B)  saranno più delle vittime di essi. (A)

Cioè siamo vicini al momento in cui, essendo ormai le lepri (A) in netta minoranza quando non in via di estinzione, i lupi (B) che vorranno mantenere il loro status dovranno iniziare ad affrontare altri lupi con cui nutrirsi, e nella metafora zoologica i lupi con maggior possibilità di affermarsi su altri lupi sono quelli strutturati, cioè le organizzazioni criminali che fino ad oggi sono state referenti, più o meno a distanza, della miriade di piccoli operatori dell’illecito.

Guardando questo edificante quadro politico – sociale, viene naturale notare che tutti gli elementi che lo compongono hanno in qualche modo lo stesso catalizzatore: l’applicazione  della Democrazia, quale valore primario e fattore comune a cui viene subordinato, almeno in apparenza, ogni genere di altro principio.

Democrazia malata

La domanda, purtroppo pericolosa ma necessaria, sta diventando: quanti si rendono conto e fino a che punto siamo sicuri di voler difendere la Democrazia, quando l’applicazione della medesima si è dimostrato e sta continuando a dimostrarsi (in Italia ma non solo) il migliore alleato per la crescita della delinquenza e dell’impunità?

Perché, ammesso che in un sistema Democratico possano non esserci infiltrazioni della delinquenza in Parlamento (lo so, detto in Italia fà ridere, ma consentitemi il paradosso), il solo sistema di funzionamento di un parlamento Democratico fa sì che per scegliere la carta igienica sia necessaria una  gara d’appalto del costo 100 volte superiore a quello della carta da acquistare, con un procedimento della durata di corso di laurea…

Siamo o no l’unico paese occidentale che ha impiegato 60 anni a realizzare 250 km di autostrada?

Mangiatoia maiali

Mentre, all’opposto,  in una cena tra professionisti della delinquenza si decide del futuro di un paese e della destinazione dei prossimi 5 anni di Pil nel tempo che intercorre tra il dessert e il caffè.

Se qualcuno conosce un sistema parlamentare Democratico (quindi più o meno infiltrato di delinquenza messa lì per ostacolare i lavori) in grado di prendere decisioni alla stessa velocità di una cena di mafia, racconti a tutti come si fa.

Direi che sia sotto gli occhi di tutti che i risultati di quanto organizzato dalla delinquenza si vedono subito e per lungo tempo, mentre quelli sbandierati dallo Stato, con percentuali positive da prefisso telefonico, (0,…..) presentati come miracoli dal cielo, non si vedono mai o quasi.

Lupi

Ora, io non so come risolvere questa situazione, che peraltro per tutti quelli che si nutrono alla mangiatoia della Democrazia non è certo un problema, finchè dura… ma so con certezza che non durerà per sempre, le lepri sono sempre meno, i lupi sempre di più e non si possono sostituire gli italiani in fuga con gli immigrati in arrivo, qualunque cosa dicano gli immigrazionisti.

E’ probabile che nei prossimi anni dovremo porci questa domanda con sempre maggior frequenza, probabilmente evitando il ricordo dei padri e dei nonni che per l’affermarsi della Democrazia hanno combattuto, sono finiti magari in galera e in qualche caso sono morti.

Se avessero saputo che stavano combattendo per l’interesse futuro di tutto il malaffare possibile, istituzionale e non…. magari avrebbero fatto scelte diverse?

Chissà… peccato non poterlo più chiedere a loro.

Buona giornata

L’impertinente

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