Cronaca – Il merito e la colpa

Qualcuno che conosce qualcuno che…

Le “migliori” abitudini legate ai rapporti di conoscenza, personali o tramite terzi, dicono che ci siano contesti nei quali le soluzioni si trovano soltanto passando attraverso quelli che “conoscono qualcuno”.

La consolidata abitudine di cercare qualcuno che conosce qualcuno attraverso cui farsi raccomandare a qualcun altro è il motore sulla cui attività si muove la vita economica e lavorativa di una intera nazione.

Merdaio

O meglio, prevalentemente di quelle nazioni nelle quali siano generalmente sottovalutate, quando non addirittura osteggiate, la capacità e il merito, in quanto renderebbero possibile che ad occupare “quel” determinato posto, destinato ad un designato per nomina politica o peggio, finisca per trovarsi una persona dotata di capacità in grado di mettere in discussione tutto il merdaio accuratamente allestito strutturando l’intera gerarchia di quel determinato reparto, azienda, ministero etc…

Gerarchia supinamente devota al deus ex machina che, a suddetta bella gente, ha dispensato e continua a dispensare bonus assortiti in cambio di fedeltà canina, favori, voti, coperture, omissioni etc… insomma tutto il catalogo della corruzione dalla mazzetta alla falsa testimonianza.

D’altra parte, vuoi mica che la casa al mare se la comprino il brillante progettista, il geniale inventore, il profetico innovatore o il talentuoso organizzatore?

Assolutamente no!

Fenomeno

Le case al mare devono essere appannaggio:

  1. del/la giornalista incapace, che sbaglia i congiuntivi e non scriverebbe qualcosa di leggibile neanche in condizioni di ispirazione divina, ma sa fare dei gran servizietti sotto il tavolo
  2. del docente senza abilità che riesce a far disamorare all’apprendimento intere generazioni di possibili talenti
  3. dell’amministratore con le capacità e la cultura di un forcone per il letame, che magari incassa le stock option senza aver aumentato di un centesimo il fatturato o portato un cliente nuovo, ma ha risanato un bilancio solo con tagli al personale (per intanto incasso, poi sparisco e il prossimo anno sono problemi di chi arriva dopo di me)

… e via discorrendo in un panorama di figure che occupano posizioni “per nomina” e mai per capacità.

Una singolare caratteristica di tutti questi individui è far pesare sistematicamente il proprio ruolo gerarchico “io sono il tuo capo” perché non sono generalmente in grado di far pesare una preparazione o capacità che non possiedono.

La fiera dell’autorità imposta dall’alto e mai dell’autorevolezza ottenuta sul campo.

In contesti come questo, la capacità e il merito diventano una iattura, un marchio d’infamia, una maledizione, perché la mediocrità truffaldina non sopporta di essere messa in ombra dalla limpida efficienza della consapevolezza e della preparazione.

Intere gerarchie si reggono (male) su figure imposte per nomina e inamovibili se non spingendole verso l’alto, così si vedono arrivare a posizioni di amministratore delegato di prestigiose aziende i “boiardi di stato”, la upper class che si passa le poltrone uno con l’altro e la cui unica dote di rilievo, sempre dimostrata e mai disattesa, è la capacità di leccare culi a raffica da Aosta a Trapani e la conseguente complicità più o meno esplicita con quella corrente, quel politico, quel partito.

Merito in fuga

Così ogni anno alcune decine di migliaia di talentuosi meritevoli scelgono la via dell’emigrazione alla ricerca di chi li possa mettere in condizione di valorizzare quelle capacità, quella laurea, quel genio, quella intuitiva che nel paese dei leccatori seriali gli vengono rimproverati e per i quali vengono esclusi.

E generalmente in breve tempo trovano chi gli dà credito, usando così le loro capacità all’estero e vanificando la spesa sostenuta dal paese di origine per dargli formazione adeguata.

Dovrebbe essere una voce del bilancio di ogni paese: cervelli fuggiti nell’anno….numero….

Ce n’è uno in Europa nel quale quel numero ogni anno aumenta: siamo ormai arrivati a superare i 100.000 soggetti annui, prevalentemente laureati che portano le loro capacità da qualche altra parte.

Vediamo se qualcuno indovina quale paese stanno lasciando.

Buona giornata

L’impertinente

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