Politica – Le 7 vite del Berlusca

 

Silvio Berlusconi
Dopo appena 80 anni di anagrafe e oltre 25 di carriera politica, dopo aver inventato Mediaset e essere sfuggito a 25 anni di magistrati che hanno tentato, invano, di fermare le sue iniziative più fantasiose, dopo un paio di divorzi di cui il secondo gli costa 1,5 mln di Euro al mese, dopo aver ospitato, alloggiato, pagato, smentito, contraddetto e negato di conoscere un numero incalcolabile di femmine piuttosto allegre che hanno frequentato le sue residenze, dopo aver collezionato in meetings nazionali e internazionali una sequela di figure dichiarative di una mancanza di serietà a dir poco patologica, e soprattutto dopo essere stato dato politicamente per spacciato almeno una mezza dozzina di volte, il buon Silvio tra squilli di trombe e tromboni vecchi quasi quanto lui, ri annuncia la sua “discesa in campo”.
Marcello Dell’Utri

Il tripudio dei superstiti di Forza Italia (da molti, non necessariamente di sinistra e non necessariamente esenti dagli stessi “vizietti”, ribattezzata “Forza Mafia” in esplicito spregio alla conclusione dei processi nei quali di questo lo si accusava e dove, a fare da parafulmine, in galera è andato Dell’Utri – ( foto) è tale che dall’alto della sua bassezza, Brunetta dichiara con rinnovata fede “con Silvio si vince”.

E il bello è che ci sono buone probabilità che abbia ragione, ma sarebbe curioso capire perché.

In questa sede, senza la pretesa di afferrare l’intera portata socio psicologica del fenomeno Berlusca, in grado per la propria natura di sfuggire ad ogni ragionamento razionale, proponiamo alcune ipotesi sul perché “con Silvio” si potrebbe vincere davvero.

  1. Al di là dell’anagrafe, della parlata non più troppo fluida, con probabile dentiera in aria di rock ‘n roll all’interno delle fauci e delle evidenti difficoltà nell’articolazione di pensieri complessi alla velocità a cui l’avrebbe fatto una decina di anni fa, il Nostro possiede sempre il requisito più importante che gli italiani siano disposti a riconoscere tout court, sulla natura del quale nessuno sceglie di voler sindacare, in omaggio alla saggezza romana che da oltre 2000 anni declama che “pecunia non olet”: un portafoglio ammirato, desiderato e invidiato indipendentemente da ogni razionalità di giudizio o considerazione critica sul suo possessore.
  2. Partendo dal presupposto di cui al punto A, va da sé che per l’italiano medio il punteggio del Berlusca nell’immaginario collettivo continua ad essere altissimo, questo perché:
  3. Ha fregato i giudici con i migliori avvocati sulla piazza (comprando allungamenti del brodo fino ad arrivare alla prescrizione, quindi pagando)
  4. Si è fatto le leggi su misura (comprando parlamentari, quindi pagando)
  5. Ha mantenuto e incrementato il patrimonio (comprando parlamentari, quindi pagando)
  6. Si è portato a letto tutto quanto respirava nel raggio di alcuni km da ogni sua residenza (pagando, pagando, pagando)
  7. Si è sbarazzato di due mogli (pagando, pagando, pagando)
  8. Sta con una che ha 50 anni meno di lui (che non è sicuramente in saldo, quindi pagando?)
  9. Ha mandato in galera Dell’Utri che ha scelto, magari non proprio spontaneamente, di fare il parafulmine (pagando?)
  10. E’ l’incarnazione dell’onnipotenza perché, tolto l’omicidio di cui direttamente non si sa se ne abbia mai commesso uno, tutto il resto l’ha pagato in esplicita osservanza all’unica legge della sua vita: “le uniche regole che osservo sono quelle che scrivo per me stesso e cambio ogni volta che mi pare”
  11. Renato Brunetta

    Attenzione: la fede smodata che estaticamente gli dichiarano Brunetta (foto) ed altri stretti sodali di partito, viene condivisa da tutti quegli altri pronti a mangiare da qualunque greppia si presenti nell’arco costituzionale, e in Italia sono sempre pronti a saltare sul carro del vincitore.

  12. Dove peraltro “i sinistri” hanno fatto una quantità inimmaginabile di danni, promuovendo e sostenendo a gran voce e purtroppo con i fatti l’immmigrazione indiscriminata e fuori alcun controllo, al punto che ci sono buone probabilità che la destra faccia il colpaccio…
  13. …se ci saranno di nuovo le elezioni, cosa al momento non probabile, checché ne dicano i giornali, perché far mollare l’osso ai “sinistri” è impresa al di là dell’umano, ma se Silvio decidesse di riavere le elezioni…et voilà, cabine elettorali a manetta!
Cabine elettorali

Ma, e qui scatta la trappola, la destra con quale Leader?

Perché la prima vittima della rinnovata “discesa in campo” del Berlusca, potrebbe proprio essere Salvini, questo perché, come già dimostrato ampiamente nei 25 anni precedenti, il mito dell’onnipotenza da portafoglio del Nostro, indipendentemente da come sceglierà di usarlo, è in grado di spostare la coscienza di tutti coloro che vogliono sentirsi emotivamente (dato che in pratica non gli è possibile) vicini alle posizioni e al portafoglio del Silvio “io e Silvio la pensiamo allo stesso modo”.

Salvo poi che lui cambi idea, ma questo è un dettaglio trascurabile, dato che immutabile è il bel portafoglio con il quale “lui si può permettere di cambiare idea” ed eventualmente turlupinare i sostenitori, che continueranno ad amare lui e la sue carte di credito.

Potrebbe essere utile approfondire, dal punto di vista psichiatrico, se tale comportamento possa rientrare in una qualche variazione della “sindrome di Stoccolma” dove il detenuto si innamora del carceriere: ecco, una considerevole fetta di italiani sono bravissimi a restare innamorati di chiunque glie la faccia sporca, purchè abbia un sacco di “grano” e gli faccia credere che Dio esiste e abita ad Arcore.

Se poi i suoi sostenitori decidono di non tenere conto del fatto che, almeno in questo caso, la natura sta avendo ragione anche di lui e della sua ostinazione, proponendogli ogni giorno una prospettiva di giardinetti e piccioni a cui dare da mangiare, di fatto stanno facendo un atto di fede immenso, non nell’individuo ma nel portafoglio, che al momento non presenta segni di invecchiamento alcuno.

Riuscirà qualcuno dei “destri più o meno cortigiani” ad approfittare della divinità di Silvio per arrivare in cima e poi passarlo al buen retiro?

Matteo Salvini

Io nei panni di Salvini un pensierino ce lo farei, ma dopo avergli lasciato vincere le elezioni, che altrimenti si rischia di non fare mai più.

E’ la prima volta che mi capita di sentire che tutti aspettano da Dio l’ultimo miracolo prima di mandarlo in pensione.

E scordatevi di crocifiggerlo: ci hanno provato in tutte le maniere possibili prima di scoprire che aveva comprato tutte le fabbriche di chiodi e tutte le falegnamerie.

Se il dilettante di Nazareth avesse imparato da Silvio avrebbe comprato sia Ponzio Pilato che l’intero sinedrio e sarebbe ancora a piede libero, altro che Golgota, legni e chiodi.

A meno che a Strasburgo siano meno sensibili allo sventolar contanti del Nostro, allora, almeno sulla carta, potrebbe scoprire di essere umano, ma a scanso di equivoci, aspetterei la sentenza.

Buona giornata

L’impertinente.

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