Politica – Il paese dei cassonetti

Le ho prese ma glie ne ho dette…

Bernie Ecclestone potrebbe riassumere con una antica battuta riferita ad un rapporto di forza “ne ho prese un sacco (percosse), ma glie ne ho dette (parole)… “ dove è evidente che aver portato a casa un sacco di ossa rotte insieme alla consolazione di aver insultato l’avversario, non è neanche una vittoria di Pirro ma è sicuramente una “figura di mmerda”, come lo specialista Emilio Fede ci insegna.

Mr. Ecclestone, con pragmatismo eccezionale, ha deciso che la propria foto tumefatta poteva essere usata per una campagna pubblicitaria, convertendo l’aggressione subita in un’ulteriore guizzo di popolarità, ma lui è Ecclestone e può farlo.

Invece per quanto riguarda noi il riferimento va al dinamico comportamento del presidente Macron che, nell’arco di due giorni, ha realizzato per il suo paese iniziative che negli ultimi due anni nessuno è riuscito a concretizzare per l’Italia, ed il tutto è stato fatto ai danni dell’Italia stessa, il cui governo protesta indignato…

… e delle cui proteste, come si dimostra una volta in più, non frega niente a nessuno.

La scelta di scavalcare unilateralmente l’Italia e di “prendere in mano” la situazione del Mediterraneo, riunendo i leaders libici e facendo con loro accordi sulla fornitura di gas e petrolio, lasciando all’Italia i migranti da gestire, è stata un’operazione fantastica.

Macron più furbo

Non tanto perchè Macron ha in realtà detto a tutto il mondo “Italia? Cosa è? E perché dovrei parlarci?”, quanto per il fatto che nella bieca idiozia che attanaglia tutti noi, ci si chiede “ma perché quello che ha fatto Macron non l’ha fatto prima il governo italiano, sia per quel che riguarda gas e petrolio, sia per i migranti?”

Potrebbe essere che anche per i libici la credibilità dell’Italia come interlocutore è ben più bassa di quella francese?

Poi pensiamo a come passano il tempo i nostri politici e di che cosa si occupano in parlamento e la risposta ce la diamo da soli.

Ma la perla arriva con la vicenda STX nella quale Fincantieri, dopo essersi aggiudicata tramite asta il 66% delle azioni di una compagnia, STX appunto, portata al tracollo dai coreani, incassa lo sprezzo di Macron e del suo governo che piuttosto di lasciarla in mani italiane, la nazionalizzano e senza tanti complimenti dicono a Fincantieri e allo stato Italiano “toglietevi dalle palle, non ve la diamo neanche fallita, e gli accordi precedenti potete usarli per accendere il fuoco, per quel che ce ne frega”.

Il che la dice lunga sulla considerazione che l’Italia vanta in giro per il mondo.

Avrete notato che continuo a chiamarla “l’Italia”, perché chiamarla “il nostro paese” mi è sempre più difficile?

Italia zerbino

Non riesco più perché, con o senza Europa, la cosa che sappiamo fare meglio e senza alcuna dignità è fare lo zerbino per le necessità o le iniziative altrui.

Nei panni dei nostri politici, sapendo che al di là delle parole di circostanza (che peraltro i francesi non si sono neanche preoccupati di usare) tutto quanto  viene riferito all’Italia è indice di assoluta mancanza di stima, credibilità e implicito riconoscimento della totale incapacità di reazione di cui l’Italia è il peggior esempio al mondo, mi farei schifo da solo.

Avere la percezione netta, certa, indubbia che qualunque cosa facciano “gli altri”, con una pacca sulle spalle e quattro spiccioli si comprano l’inerzia di questo paese, è cosa  da inghiottire metri cubi di antiacido al giorno.

Portare qualunque cosa davanti a commissioni europee che sanno benissimo di dover solo “allungare il brodo” per aspettare che in Italia qualche altra grana prenda il posto di quella corrente, è la regola.

Salvo poi scoprire che le inadempienze erano da parte italiana, allora fioccano anche le multe.

Ma secondo voi, per prendere in mano il Mediterraneo con relativi gas e petrolio, Macron ha chiesto il permesso a una commissione europea?

Si è semplicemente detto che se il prezzo del blitz era un po’ di indignazione italiana, (non tedesca, belga, olandese o austriaca) ci poteva stare benissimo, perché a questo mondo tutti sanno che “Italia che abbaia non morde, e anche quando abbaia lo fa con una dentiera posticcia di bassa qualità”, e allora lasciateli abbaiare, danno fastidio per 10 minuti, ma è l’unica cosa che sanno fare, cosa vuoi che sia?

Vedere turisti di civilissimi paesi europei che, appena arrivano in Italia, si comportano come abitanti di una discarica, “perché qui siamo in Italia, non si fa così?” vandalizzando monumenti e tenendo comportamenti derivanti da assoluta certezza di impunità derivante dal fatto che “se certe cose le fanno gli italiani, figurati noi che non lo siamo, chi ci fermerà mai?”

Ed hanno perfettamente ragione, la realtà è quella rappresentata dalla regola, non dall’eccezione che, come si sa, conferma la regola.

Nessuno dei “partner” (quali partner?) europei si fa il minimo scrupolo nell’imporre a Roma qualunque cosa gli passi per la testa con la precisa consapevolezza di non rischiare nulla.

Il momento più umoristico lo vivo quando ascolto le parole dell’inno nazionale, che sono perle di antiquariato patriottico:

L’Italia s’è desta?

“L’Italia s’è desta”: risata colossale con ribaltamento sulla sedia da parte dei “colleghi” europei che si chiedono soffocando tra la risa “… e se non fosse desta che cosa le faremmo fare?”

“Dov’è la Vittoria, le porga la chioma, che schiava di Roma Iddio la creò”: ora, magari rischiando la blasfemia mi chiedo, ma quale Iddio si è mai preoccupato di progettare  un paese che ha per governanti gente che sceglie di imporre la povertà ai propri cittadini, per importare altri poveri con i quali aumentare il numero di poveri complessivo, su preciso mandato di paesi stranieri che una volta in più hanno dato il ruolo di cassonetto all’Italia?

Sarà magari che la Vittoria di cui Iddio porge la chioma a Roma è una zoccolaccia di periferia, compromessa da secoli di prostituzione nei confronti di chiunque?

Che questa volta, leggendo tra le righe,  Goffredo Mameli abbia azzeccato la profezia?

Cassonetto

“Stringiam’ci a coorte, siam pronti alla morte”: ma de che? ci possono svillaneggiare, insultare, tradire, fregare in tutte le maniere che alla morte, non solo non ci va nessuno, ma nessuno in Italia ritiene opportuno dare peso al fatto che siamo il cassonetto delle seccature europee, altro che morte!

Berlusca gesto ombrello

“L’Italia chiamò” e tutti le risposero con il gesto dell’ombrello, tra i lazzi divertiti degli altri parlamentari europei che trovano gli italiani “molto divertenti” nell’accezione in cui si apprezza un giullare, goffo, inconcludente, sostanzialmente utile solo per compiti di basso livello, da riportare al suo posto con un calcio se si allarga un po’ troppo.

E che non si intrometta nelle decisioni di quelli che contano, che d’altra parte, se contano qualcosa, hanno una credibilità diversa da chi non conta nulla.

Insomma, addormentandomi pensando all’ennesima figurina di cacca, ho sognato di un paese del sud Europa (c’è l’Europa anche al sud?) al quale, di fatto, è stato recentemente imposto, in maniera molto esplicita, (dove si vede che è inutile perdere tempo con la diplomazia, tanto per gli abitanti non cambia nulla), che nel caso in cui qualunque altro individuo europeo, di nazionalità diversa da quella degli abitanti locali, abbia una impellente necessità fisiologica da espletare e non sia nelle vicinanze di un wc, l’abitante più prossimo è tenuto immantinente a posizionare la propria tasca, borsa, mani a coppa, all’altezza dell’organo espulsivo dell’europeo e farsi carico di tutto quanto espulso, senza perderne neanche una goccia, pena multa salatissima.

Cesso Italia

Nel sogno si stanno formando capannelli di europei sghignazzanti e con la mano sulla cerniera in prossimità degli abitanti, che ringraziano sentitamente i loro governanti e il fatto di essere così ben governati.

Tra le istruzioni relative alla nuova mansione è richiesto l’abbigliamento in colori pastello chiari tipo maiolica da cesso e l’attitudine a rimanere in ginocchio per lungo tempo.

Ovviamente, tutto quanto scenograficamente rappresentato nel presente articolo, a partire da quanto sognato, è frutto di fantasia ed eccessiva ingestione di compresse antiacido, i cui effetti collaterali mi hanno provocato una visione dell’Italia ben diversa dal prestigio di cui la sappiamo godere a livello internazionale, nei confronti della quale mi scuso per eccesso di spirito critico.

La prossima volta mi fermo dopo le 80 pastiglie digestive e magari evito le allucinazioni.

Per soffiarmi il naso chiederò in ginocchio il permesso a Macron.

Buona giornata

L’impertinente

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