Quotidianità – Dromedari e polli arrosto

Rotonda dromedario

Se vi dovesse capitare di andare a Dubai, tra le tante cose curiose che troverete in giro, c’è una rotonda stradale in prossimità della spiaggia di Dubai Marina (JBR – Jumeirah Beach Road) che in una sola immagine riassume l’essenza e la mentalità della città: un dromedario (quello con una gobba sola, usato dagli arabi per attraversare il deserto) realizzato con una struttura in metallo, fasciato di luci a led e avvolto da strisce nei colori della bandiera degli Emirati.

Ho trovato geniale il fatto che, partendo dall’animale simbolo della antica cultura araba nomade, l’autore abbia riassunto in pochi dettagli il contesto attuale: i colori della bandiera della federazione e lo sfavillìo tecnologico di una della città più moderne ed avanzate del mondo.

Con una punta di invidia mi sono chiesto quali simboli avremmo dovuto usare per riproporre lo stesso concetto di rappresentatività per l’Italia di oggi.

cassonetto traboccante

Prima del subentrare del ragionamento razionale, mi sono trovato ad oscillare pericolosamente, confesso con una punta di vergogna, tra un cassonetto traboccante immondizia ed una busta piena di contanti passata di mano furtivamente al tavolino di un bar.

Il tutto tra le macerie di una degradata condizione urbana sempre più spesso visibile nelle cronache nostrane o di una Pompei tanto bella quanto pericolosamente in balìa degli elementi (atmosferici, burocratici e camorristici).

Poi quello che rimane dell’orgoglio patrio mi ha fatto ricordare che l’Italia non è solo questo, ma molte altre realtà eccellenti delle quali è giusto fregiarsi.

Burj Khalifa

Però mi sono chiesto: come è possibile che un popolo di pastori nomadi e pescatori di perle sia passato in 50 anni dal cammello al Burj Khalifa (l’edificio più alto del mondo, visitabile dal pubblico) diventando inoltre uno dei punti di riferimento nei nuovi equilibri dell’economia e della finanza mondiale?

O meglio, ferme restando le lodi ai governanti di Dubai che spendono i petrodollari e gli incassi stratosferici derivati dal turismo per il miglioramento del loro paese, come è stato possibile che dopo tremila anni di storia l’Italia sia diventata, nel mio inconscio personale e nell’inconscio collettivo di molta gente, il posto rappresentato dai media come ogni forma di malcostume?

Non ho la risposta a questa domanda, ma credo che senza il coraggio di dire che cosa è realmente l’Italia oggi, la risposta non ce l’abbia nessuno.

Mi accontento (si fa per dire) di guardare ammirato una paese giovane che funziona, che cresce e che stupisce nella sua bellezza tecnologica, nelle sue iniziative sociali e di integrazione, alla costante ricerca di un miglioramento e di una eccellenza ai quali noi, con i nostri tremila anni di storia, abbiamo rinunciato abdicando al potere del malaffare e della, spesso inevitabile, connivenza.

Ma almeno, fin quando ci sono posti come Dubai a farci vedere che il meglio è un risultato raggiungibile, possiamo non pensare che il paese a maggior potenziale turistico e culturale del mondo potevamo essere noi, che abbiamo il clima, il territorio, le coste (Dubai ne ha 70 km, noi 3.000!) la cultura, l’arte, la gastronomia, la tecnologia e le tradizioni millenarie.

Italiano più furbo

Poi, purtroppo, abbiamo anche un certo numero di italiani, che con la capacità distruttiva di milioni di individui, ognuno dei quali convinto di dover rubare agli altri prima di essere a sua volta derubato, riescono a vanificare tutto il resto.

Perché la convinzione profonda di un grande numero di italiani è che per vivere bisogna essere più furbi (o con minori scrupoli) di tutti gli altri!

I risultati dell’Italia si vedono, e i complimenti a Dubai e posti analoghi possono solo essere confermati.

Bandiera Italiana con pollo arrosto

Per emulare la rotonda che ha dato il via a questo articolo, in Italia potremmo realizzarne un pò in cui raffigurare l’animale simbolo dell’Italia di oggi: sarebbe una buona idea mettere alle porte delle principali città un pollo arrosto, raffigurato nel tricolore.

Tra il tripudio dei pollicoltori nostrani avremmo così modo di confermare con orgoglio che siamo la più grande mangiatoia abusiva dell’occidente!

…e credo che nonostante i record di Dubai, questo non ce lo tocchi nessuno!

Buona giornata

L’impertinente

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